FONTE:
REPUBBLICA.IT
ROMA
- A letto con il nemico. Anzi con i nemici. Gli ammazzasogni. Gli
acchiappaincubi. Il cellulare schiacciato sul naso per digitare notturni sms,
gli auricolari dell' iPod conficcati nelle orecchie, la tv accesa su un horror
con il sonoro sparato in cuffia, il game boy sotto le lenzuola perché se entra
mamma sai che tiritera... Tutto quello che non si dovrebbe fare prima di
dormire, lo fanno i nostri figli. Chattano; bevono; fumano; o giocano, parlano,
ascoltano purché incollati ad un qualsiasi schermo tecnologicamente avanzato:
dai 12 anni in su è un crescendo di cattive abitudini che inquinano il loro
sonno rendendolo fragile, discontinuo, faticoso. Come se lo sciame emotivo
attivato compulsivamente continuasse la sua corsa nella testa dei ragazzi una
volta spenta la luce, spento il pc, spento il telefonino. Il 23 per cento si
addormenta con la tv accesa, il 26 usa a letto cellulari e video games, il 30
assume alcool dopo le 18.00. Un disastro, dicono i neuropsichiatri. Perché il
sonno è fondamentale (sempre, ma in particolare quando si cresce) per vivere
bene, per attraversare la vita di giorno. Siamo messi maluccio. Anche se non
male quanto gli adolescenti americani. come ci dice questo studio condotto in
tandem da Italia e Stati Uniti e pubblicato sul mensile Pediatrics, il giornale
ufficiale dell' American Academy of Pediatrics. Il titolo della ricerca è "La
relazione tra qualità e igiene del sonno negli adolescenti italiani e americani"
ed è stata curata negli Usa dal Dipartimento di Psichiatria e Cronobiologia
della Brown University, dal Dipartimento di Psicologia di Worcester
(Massachussets) e dall' Università del Mississipi; per l' Italia dalle
neuropsichiatre Flavia Cortesi e Flavia Giannotti, del "Centro del sonno" del
Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell' età evolutiva dell'
università "La Sapienza" di Roma. Il campione utilizzato, 776 ragazzi di età tra
i 12 e i 17 anni, non è statisticamente rappresentativo della popolazione, ma i
risultati raggiunti - dicono le studiose - sono scientificamente significativi;
la raccolta e analisi dei dati è stata effettuata seguendo i medesimi
questionari e usando le stesse scale di valutazione. «Cercavamo una relazione
certa tra i comportamenti dei ragazzi prima di addormentarsi, quella che noi
chiamiamo igiene del sonno, e il dormire bene, cioè la qualità del sonno -
spiega Flavia Giannotti - Il nostro studio ci dice che questa relazione non solo
c' è, ma che la situazione è davvero allarmante visto l' uso crescente dei media
prima di dormire. E certo non può rassicurarci il fatto che gli adolescenti
americani stiano anche peggio dei nostri». Se ci si comporta male prima di
andare a letto, si dorme male. E se si dorme male, cosa mai succede? Succedono
un sacco di cose che non ci piacciono. Sonnolenza che si traduce in un
appannamento dei riflessi; disturbi dell' attenzione che si riflettono in
difficoltà di rendimento scolastico; variabilità d' umore: ansioso, depresso,
irascibile; scarso controllo della sfera emotiva; più incidenti in motorino; più
desiderio di sonnellini pomeridiani. «Si fa l' errore di pensare che il sonno
perso possa essere recuperato il pomeriggio o con lunghe dormite nei fine
settimana. Non è così. Certamente esistono differenze tra un individuo e l'
altro: c' è chi è più mattutino, chi carbura meglio la sera, chi ha bisogno di
un numero maggiore o minore di ore di riposo; ma è l' irregolarità ad essere
sempre e comunque controproducente, poiché noi siamo settati su un ciclo
biologico che si svolge nelle 24 ore e che deve essere rispettato. Diciamo che
il giusto, per un adolescente, sia dormire tra le 8 e le 10 ore. Il punto è: le
dorme? e quanto è inquinato questo suo sonno? cosa fa prima addormentarsi? come
si risveglia? se si risveglia nella notte, quanto facilmente si riaddormenta? Il
sonno diurno non solo non garantisce il recupero totale delle energie, ma se
protratto finisce per alterare ulteriormente il ritmo del sonno successivo». Le
due studiose sostengono che siamo organismi sincronizzati, e che deprivarsi del
sonno, di un buon sonno, alla lunga può portare i ragazzi in un vicolo cieco di
stanchezza, apatia, insofferenza, umore nero. L' irregolarità fa impazzire il
meccanismo. E Internet, le play station, i cellulari, i game boy, la tv - o
meglio il loro uso compulsivo - è il colpo di grazia «poiché sono attività
cognitivamente attivanti: dunque, da un lato interferiscono con la propensione
al sonno, dall' altro ne abbassano la qualità inquinandolo, rendendolo più
frammentato, lasciando una scia emotiva che si prolunga anche quando ormai si
dorme». Qualcuno a questo punto suggerisca come fare marcia indietro