|
La macchina per misurare quanto si riposa
FONTE:
REPUBBLICA.IT
Conversazioni tipiche nella sala d' attesa di un medico di famiglia: "Dormo poco
e male"; "mio marito russa tanto da disturbare tutta la famiglia"; "ho sempre
sonno: l' altro giorno mi sono addormentato alla guida dell' auto!". Confidenze
o chiacchiere per passare il tempo, come le previsioni meteorologiche. Per molte
persone i disturbi legati al sonno non sono ritenuti degni di essere riferiti e
discussi con il proprio medico. Un medico che peraltro si è formato all'
Università, dove molto gli è stato detto sulle patologie ed il comportamento
dell' organismo durante la veglia, ma dove appena un' ora di lezione (su un
corso di studi di 6 anni!) è stata dedicata alle malattie legate del sonno.
Eppure la Medicina del Sonno è oggi una disciplina matura e incisiva che sempre
più occupa un posto di rilievo nell' ambito della ricerca clinica. Nel 1990 è
stata costituita l' Associazione Italiana di Medicina del Sonno (Aims) proprio
per promuovere e divulgare l' importanza ed il rilievo che le malattie del sonno
hanno sulla qualità della vita e sulla salute. Sono tantissime le persone (circa
4 milioni gli italiani con insonnia cronica), che hanno magari provato a curarsi
con diversi prodotti (anche naturali) con scarso successo e soprattutto con la
sensazione che il loro problema sia sottovalutato o addirittura considerato un
disturbo di autosuggestione. L' insonnia è in molti casi la spia di un disagio
psicologico (stress eccessivo, ansia, depressione) oppure è causata da cattive
abitudini di vita come andare a letto in orari irregolari, alimentazione
incongrua, scorretto uso di farmaci, ecc. Ma cosa deve fare una persona che
soffre di insonnia o di eccessiva sonnolenza durante il giorno? Innanzitutto
deve parlarne col proprio medico che potrà dare consigli adeguati per inquadrare
meglio il disturbo. Molto utile è la compilazione di un semplice diario del
ritmo sonno-veglia che aiuta il paziente ed il medico a prendere coscienza dell'
andamento dei disturbi e delle sue connessioni con abitudini di vita,
alimentazione e farmaci. Qualora il medico di famiglia ritenga che siano
necessari ulteriori approfondimenti, può inviare il paziente a uno dei centri di
Medicina del Sonno (sede centrale San Raffaele di Milano 02 26433367)
distribuiti su tutto il territorio nazionale (attualmente sono 16 riconosciuti
ufficialmente dall' Aims). Lì il paziente troverà personale specializzato che si
dedica esclusivamente allo studio dei problemi del sonno e quindi un' attenzione
particolare ai suoi disturbi. In genere, il primo incontro con il paziente serve
soprattutto per raccogliere tutta la sua storia clinica e avere un quadro
aggiornato della situazione. In base a questo colloquio si decide poi di
rivedere il paziente solo ambulatorialmente o di effettuare indagini di
laboratorio supplementari. La Medicina del Sonno è oggi in grado di misurare
gran parte delle funzioni vitali dell' organismo. Mediante semplici apparecchi
portatili (indossati dal paziente in laboratorio e poi inviato a casa dove può
dormire nel proprio letto) è possibile stabilire se come e quanto una persona
russa, se fa apnee durante la notte, in quale posizione gli eventi respiratori
sono più frequenti (di schiena, di fianco, ecc.), se ha scosse periodiche alle
gambe durante la notte. Sulla base di tutte queste indicazioni strumentali, è
possibile stabilire per ciascuna persona il trattamento più idoneo
(dimagrimento, consulenza otorinolaringoiatrica, protesi ventilatoria, ecc.). Ma
in un Centro del Sonno è possibile anche verificare se e quanto una persona ha
dormito durante la notte. Il sonno viene letto mediante un apparecchio che
registra le onde elettriche che il nostro cervello emette durante la notte
(poligrafia del sonno). Il sonno notturno, composto da una porzione non-Rem (75
per cento) è da una porzione Rem (25 per cento), ha in genere una durata di 7-8
ore. Mediante una tecnica di analisi messa a punto dalla nostra equipe è
possibile oggi non solo sapere quanto dorme una persona, ma soprattutto se
questa persona ha dormito bene o male. Questa tecnica si chiama Cap (dall'
inglese cyclic alternating pattern) e misura la quantità di microrisvegli
inconsapevoli che il cervello fa durante la notte. In pratica il Cap ci informa
sulla fragilità del nostro sonno e indirettamente ci consente di misurare la
"fatica" che il cervello deve compiere per restare addormentato. In genere, una
persona che dorme bene fa poco Cap durante la notte (un massimo di 200
microrisvegli con una percentuale Cap intorno al 25 per cento del sonno totale),
mentre se dorme male fa molto Cap (si può arrivare fino a 600 microrisvegli con
una percentuale Cap oltre il 60 per cento). E questo a prescindere dalle ore
effettive di sonno. Il Cap rappresenta non solo uno strumento sensibile e
prezioso per meglio comprendere e curare l' insonnia (i farmaci ipnotici,
assunti in maniera corretta, riducono la quantità patologica di Cap), ma
consente di leggere con occhi nuovi numerose altre patologie del sonno. Grazie
al Cap, la ricerca clinica dispone finalmente di metodiche e protocolli sempre
più efficaci per diagnosticare e curare gran parte delle numerose malattie del
sonno. Forse è davvero al tramonto l' epoca in cui ci si debba "vergognare" di
dormire poco o male. MARCO TERZANO e LIBORIO PARRINO Centro di Medicina
delsonno, Università di Parma
Preventivo rapido ...
il modo più semplice e rapido per trovare tutto ciò che ti serve con pochi click puoi creare il tuo preventivo personalizzato e procedere facilmente all'acquisto ...
|
|