FONTE:
REPUBBLICA.IT
ROMA -
Un italiano su due non dorme, i manager e gli insegnanti le categorie più
colpite, e a dormire meno di tutti sono le donne. I dati dell' ultimo sondaggio
Demoskopea suonano allarmanti. Siamo una delle popolazioni più insonni del
mondo, dunque, e alle donne, che guidano lo stuolo di chi non riesce, non può o
a volte non vuole dormire, spetta anche un altro record, silenzioso e fedele:
quello del consumo dei sonniferi. Due i motivi, spiegano gli esperti, per cui le
donne risultano le forzate della notte in bianco: uno di tipo statistico, e cioè
le donne sono più longeve e quindi costituiscono la maggioranza della
popolazione anziana, che è la più immune al sonno; e l' altro di natura per così
dire elettiva: le donne tendono naturalmente alla depressione e all' ansia, per
questo dormono meno. Le insonni sane Transitoria, a breve termine, cronica, di
mantenimento, con risveglio precoce, l' insonnia sta dunque diventando amica di
un numero sempre più alto di donne. E sempre più diffuso, soprattutto fra le
signore in carriera, è il costume, se non proprio di favorirla e coltivarla, di
accettarla come uno stile di vita. Sono le insonni sane. Racconta ad esempio
Anna Fendi, stilista e soprattutto manager, cui è affidata la progettazione e il
controllo delle licenze dell' azienda: "Mi sono abituata a dormire poco per
allenamento. Mi sveglio presto, appena dopo le sei, e entro subito in
circolazione. Riposare di pomeriggio non so cosa voglia dire. Esco quasi tutte
le sere, molto spesso anche per lavoro, e faccio tardi. Dormire poco non mi è di
alcun peso. Non ne risento la fatica, anzi ringrazio il cielo perché con questo
ritmo riesco a vivere di più". Se per molte donne dunque la mancanza di sonno è
una maledizione, per altre, spesso privilegiate, esenti dalle comuni
frustrazioni, è una consapevole (quanto ansiosa) scelta di vita, anzi, di più
vita. "Rispetto al passato, adesso dormo decisamente di più, almeno cinque ore
per notte - spiega la regista Lina Wertmuller - mentre per anni e anni ho
dormito solamente tre ore. Quello che toglievo, e ancora tolgo, al sonno l' ho
sempre diviso fra lavoro, molto lavoro, e divertimento. La mia insonnia dunque
non è una malattia, ma una scelta: così mi sembra di vivere una vita e mezza, di
vivere più degli altri". Forse è ancora vero che l' emancipazione femminile
copia i comportamenti degli uomini, quel leggendario vezzo secondo cui chi ha
potere si concede poco sonno: Agnelli si desta prestissimo, ancora più presto
Andreotti, prima ancora Fellini e via enumerando patrimoni, nomi, fortune,
talenti. Ma questa è insonnia da rotocalco. "E' naturale invece che a dormire
poco siano soprattutto le donne. Arrivano alla sera talmente stanche e sfinite
da non riuscire neanche a prendere sonno, assillate come sono da pensieri,
preoccupazioni, cose pratiche da fare - commenta Tina Lagostena Bassi, avvocato
in tanti processi celebri, scesa in campo per molte cause femministe -. Io
personalmente non ho particolari problemi di insonnia. Almeno in genere. Se però
la mattina dopo ho una causa difficile, trovo un' infinità di problemi ad
addormentarmi". Eccezione fra tante donne in carriera più o meno occasionalmente
insonni, Tina Anselmi: "Mi reputo una persona molto fortunata. A qualunque ora
mi corichi, basta che mi metta in posizione orizzontale e spenga la luce, mi
addormento di colpo e dormo le mie otto ore filate. Anche dopo lunghi voli in
aereo, anche quando cambio fusi orari. E' così da sempre, da prima di lavorare
in politica: forse perché sono vissuta a lungo in campagna, perché ho fatto
molta vita all' aria aperta". Mai nessuna notte insonne dunque per l' ex
ministro del Lavoro, per l' ex presidente della commissione parlamentare sulla
P2? "Certamente tante, per certe vertenze contrattuali, per certe sedute durate
fino a tardissimo. Ma erano notti insonni perché passate a lavorare". Secondo
Athina Cenci, attrice ora molto apprezzata nel film postcomunista "Zitti e
Mosca", le donne non dormono "perché hanno la coscienza sporca". In che senso?
"Mi riferisco soprattutto alle donne che lavorano. E' ancora radicata la
convinzione che lavorare fuori casa per una donna sia un qualcosa in più, una
cosa non richiesta, fatta per apparire". Da scontare in qualche modo, dunque,
per esempio negandosi il sonno. "Io a volte dormo molto, le mie canoniche
sette-otto ore, ma a volte non dormo affatto - racconta Cenci -. E sono convinta
che questo sia molto ma molto dannoso alla salute". Lo conferma Sydne Rome, che
nel suo manuale anti-invecchiamento "Restar giovani", fresco di stampa, dedica
un intero capitolo al sonno e detta dodici comandamenti per combattere le notti
in bianco: "Niente come non dormire accelera l' invecchiamento - spiega -. Il
modo migliore per risolvere il problema, e stimolare la produzione di
serotonina, la sostanza che ci fa riposare, è una giusta combinazione fra
ginnastica (mai dopo le 4 del pomeriggio) e dieta, basata, di sera, su pochi
grassi e molti carboidrati". Un bel piatto di pasta per dormire meglio. Che l'
insonnia venga vissuta dalla maggior parte delle donne come una condanna e una
cupa fonte d' angoscia, piuttosto che come uno stile di vita, lo conferma Carla
Urban, calibratissima conduttrice di "Tivù donna", a Telemontecarlo, programma
quotidiano di servizio cui si sono rivolte negli anni centinaia di voci
femminili che hanno potuto consultare in diretta specialisti di dietologia,
gastroenterologia, ginecologia, dermatologia, sessuologia, pediatria, omeopatia.
I sonniferi danno assuefazione? "Circa la metà delle chiamate che riceviamo e
che arrivano al centralino di ' Telefono donna' , in funzione 24 ore su 24, sono
di donne che hanno problemi di insonnia - spiega Carla Urban -. La domanda più
comune è se i sonniferi danno assuefazione e hanno effetti collaterali. Le donne
sono stanche di curarsi l' insonnia come un male avulso dal resto, come fosse un
dente cariato, e hanno capito che è legata a un' ansia generalizzata, a un
malessere psicologico più diffuso". Le più vulnerabili alla carenza di sonno,
secondo l' osservatorio di "Tivù donna", sono le casalinghe, invariabilmente "le
più frustrate - afferma Urban - quelle che più delle altre ricorrono al fumo,
all' alcol, a un' alimentazione scombinata". Categoria ad alto rischio, dunque,
come del resto, almeno secondo il sondaggio Demoskopea, quella delle insegnanti.
Racconta Giulia Alberico, professoressa di lettere all' istituto magistrale
Caetani di Roma: "Dormo poco e male, e questa è la spia di quanta tensione ci
sia in un lavoro che, se fatto seriamente, ti fa vivere schiacciato fra mille
richieste e mille aspettative. Per otto mesi l' anno i ragazzi stanno più con
noi che con la loro famiglia. L' insegnante, l' educatore, dovrebbe
contemporaneamente anche essere un assistente sociale, uno psicologo, un
sessuologo. Fra di noi c' è chi ha l' ulcera e c' è chi non dorme. I prezzi da
pagare in termini di stress sono sempre molto alti".