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Il mistero del sonno
FONTE: REPUBBLICA.IT

Bologna - Un notaio di 55 anni cade ogni tanto in una specie di letargo che lo estrania dal mondo per due o tre giorni. Come lui, altre persone perdono mensilmente coscienza e impiegano una settimana a riaversi. Tecnicamente, il disturbo di cui soffrono si chiama stupor: un sonno profondo che confina col coma, un disturbo per fortuna raro, ma molto importante per Elio Lugaresi, il neurofisiologo bolognese che spera di chiarire, attraverso lo studio di questa sindrome, i meccanismi nascosti del sonno, la più misteriosa delle funzioni vitali. Professor Lugaresi, come siete riusciti a ' isolare' lo stupor? "Da alcuni anni vedevamo casi di persone prese da incoercibile sonnolenza e da uno stato confusionale cui seguiva un sonno talvolta comatoso, una specie di catalessi dalla quale il soggetto poteva essere richiamato solo con una forte stimolazione. Le cause della sindrome erano inspiegabili: non potevano essere attribuite né a danni delle strutture cerebrali, né ad abuso di sostanze tossiche, anche se questi pazienti venivano spesso bollati come alcolisti. Non riuscendo a interpretarli, definimmo questi episodi casi di stupor ' idiopatico' , aggettivo col quale i medici dichiarano la loro ignoranza". Ora ne conoscete la causa? "Più tardi ci siamo accorti che i soggetti in preda a questo sonno patologico possono essere destati dalla somministrazione di un antagonista delle benzodiazepine, il flumanezil. D' obbligo una piccola digressione sulla chimica del cervello. Le benzodiazepine sono i sonniferi di recente generazione, vedi il famoso Valium, a lungo il farmaco più venduto al mondo. Ma anche l' organismo fabbrica in proprio benzodiazepine, e nei pazienti presi da stupor se ne misura una forte quantità. In altri termini, negli episodi stuporosi si nota un enorme aumento delle benzodiazepine endogene, come l' endozepina-4. Il flumanezil ne contrasta l' effetto soporifero. Di qui i risvegli che otteniamo sui pazienti". Questa scoperta spiega qualcosa del sonno regolare? "Sì. L' endozepina-4 è il probabile mediatore interno del sistema Gaba-ergico, cioè del sistema di comunicazione cerebrale basato sul Gaba, il neurotrasmettitore che è un po' il succo della tranquillità. L' azione dell' endozepina-4 sarebbe cioè analoga a quella delle benzodiazepine assunte dall' esterno, che inducono il sonno esaltando l' effetto del Gaba sul sistema nervoso centrale". Avete dunque trovato il fantomatico fattore ' S' , l' essenza biochimica del sonno? "Diciamo che ci stiamo avvicinando a una descrizione più completa della sua fisiologia." Arriverete al sonnifero perfetto, alla pillola per dormire come la farebbe madre natura? "L' elettroencefalogramma degli stuporosi assomiglia a quello degli intossicati dalle benzodiazepine. Se riusciamo a individuare la formula chimica dell' endozepina-4, apriamo la strada alla preparazione di nuovi farmaci per indurre il sonno, rilassare i muscoli, combattere l' epilessìa. Anche la narcolessìa, l' irresistibile inclinazione al sonno che affligge molti, o il russamento con apnea, che mette a dura prova le coronarie, hanno alla base una modificazione metabolica sul tipo di quella degli stuporosi". Cambiando argomento, qual è il giudizio del neurologo sul sonnellino dopo pranzo? "La sonnolenza pomeridiana fa parte del ciclo veglia-sonno regolato dal nostro orologio interiore: un fenomeno normale, di cui non ci si deve vergognare. L' uomo è programmato per un breve riposo postprandiale: alcune aziende stanno pensando di ufficializzare il sonnellino, non per far piacere al lavoratore quanto per migliorarne la produttività". Stupor a parte, come dormono gli italiani? "Piuttosto male. Dal 15 al 20 per cento della popolazione, soprattutto femminile, soffre di insonnia. Il 19 per cento russa. Nel nostro Centro del sonno, dove i pazienti vengono monitorizzati di notte, abbiamo visto in pochi anni un centinaio di casi di attacchi motorii sia nel sonno Rem - la fase con sogni - sia nel sonno non-Rem. Nel sonno a onde lente (non rem) abbiamo persino osservato attacchi di epilessìa non altrimenti evidenti. Frequenti anche i casi di sonnambulismo e di pavor nocturnus, gli attacchi di terrore in cui il ritmo cardiaco sale in pochi secondi da 50-60 battiti al minuto sino a 120-160, accelerazione che non si verifica nemmeno in occasione del più intenso esercizio fisico. Gli individui soggetti a crisi di stupor sono molti? "Ne abbiamo individuati finora una ventina: un notaio, un infermiere romano, un ingegnere di Parma, una casalinga del Trentino che subisce l' attacco un paio di volte al mese. Ma questi pazienti potrebbero essere la punta dell' iceberg. Se includiamo nella sindrome le forme lievi, ecco emergere un esercito di sonnolenti, di persone che il mattino non sono capaci di svegliarsi, che si addormentano nel corso della conversazione o trascorrono l' intero week-end dormendo". Perché tanti disturbi del sonno? "Sulla patologia per eccesso è difficile esprimersi. Quanto invece all' insonnia, uno studio americano può suggerire una ipotesi. Agli Istituti nazionali della salute di Bethesda un gruppo di volontari ha accettato di vivere in condizioni primitive, cioè senza orologi, luce elettrica ecc. A poco a poco i moderni cavernicoli hanno preso a dormire più a lungo, cioè per dieci, undici ore su 24, ma in modo frammentato, cioè con frequenti risvegli, come fanno gli animali. Ciò starebbe a indicare che la compattazione del sonno nelle otto ore tipiche dell' uomo civile deriva dagli impegni sociali cui dobbiamo assolvere nel mondo attuale. La civiltà avrebbe insomma modificato il nostro modo di dormire, e non in meglio". Questa ipotesi ha dei riscontri obiettivi? "Difficile dirlo. Sta di fatto che l' insonnia, nelle sue varie forme, interessa un po' tutti gli abitanti dei paesi sviluppati. Negli Usa una inchiesta Gallup rivela che il 15 per cento degli americani adulti dorme male, dato simile a quello italiano e di altri paesi europei. Sarebbe interessante, a questo punto, studiare le abitudini notturne di popoli non ancora entrati nel vortice della modernità come i cinesi delle campagne o gli ultimi cacciatori-raccoglitori…". CHI E' IL DOTTORE DELLA NOTTE ELIO Lugaresi è uno dei padri fondatori della scienza del sonno in Italia. Benché negli anni altri centri siano sorti nel paese, il suo laboratorio alla clinica neurologica dell' università di Bologna resta un punto di riferimento per questo genere di studi, per altro relativamente nuovi anche nel resto d' Europa. Per quanto lo riguarda, Lugaresi ha l' aspetto florido di chi non ha problemi di sonno, un aspetto che si sposa con l' innata cordialità - da vero dottore bolognese - che il neurologo riserva al suo interlocutore. Ospite fisso dei maggiori convegni sul sonno, autore di lavori che sono ormai un classico nel campo, Lugaresi è salito alla ribalta negli anni Settanta con una indagine sulle abitudini dormitive degli abitanti di San Marino che resta tuttora una delle poche, se non l' unica esplorazione scientifica delle notti italiane. La popolarità dell' indagine deriva anche dal fatto che essa traduce in cifre ciò che è da tempo sensazione diffusa, e cioè che i disturbi del sonno sono una patologia molto comune. Con Lugaresi, la condizione dei dannati della notte, prima solo intuita, ha avuto un nome, ha assunto dignità di stato morboso e ha cominciato, finalmente, a essere curata. Studiando l' insonnia e altri disturbi quali lo stupor, la narcolessìa eccetera, Lugaresi e il suo gruppo contano di scoprire i misteri del sonno tout court, che sono ancora numerosi.

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