FONTE:
REPUBBLICA.IT
Secondo
gli studi più recenti di bioarchitettura, se soffriamo di insonnia, mal di
schiena, sciatalgie, la causa è in gran parte imputabile al letto in cui
dormiamo. "O è troppo rigido e duro, o è troppo morbido" dice Sonia Perini,
bioarchietto che ha appena pubblicato con Bruno Bini il libro Il sonno, il
letto, il riposo (Angelo Pontercorboli Editore, Firenze, 45 mila lire). "Per un
buon sonno ristoratore non esistono posizioni sbagliate, ma solo letti sbagliati
e va riconsiderato il ' sistema letto' osserva Sonia Perini, "dal materasso, al
cuscino, alle coperte o ai piumini d' oca, fino alla qualità della stessa
biancheria". Gli autori del libro elencano i capisaldi del comfort del sano
dormire, basati innanzi tutto sull' uso di materiali vegetali e animali: "Legno,
lattice, cotone, lino, seta, piume e piumini, con rifiniture in materiali
naturali e mai trattati chimicamente. Evitare i metalli, quindi niente chiodi e
molle. Solo ad alti livelli di tecnologia, come nel caso di alcuni materassi di
Treca de Paris con le molle in acciaio, insacchettate separatamente in tessuto
vegetale, i metalli si possono ammettere". Come scegliere allora il letto
giusto? "La parte portante deve essere in listelli, doghe e trimelle di legno,
la parte morbida in cotone, lattice, crine, o altre fibre vive, infine la parte
termica - lenzuola e coperte - deve essere di pura lana, cotone, lino o seta e
vanno bene anche i piumini d' oca. Dobbiamo ricordare che nel sonno il nostro
corpo perde ogni notte tre quarti di litro di liquidi nella sudorazione ed è
importissimo che possa traspirare, così va eliminato tutto ciò che impedisce
questa funzione, come pianali interi di legno e biancheria in materiali
sintetici" aggiunge l' architetto. Altra particolarità: il letto deve avere un
molleggio, deve essere flessibile e aattabile, perché durante il sonno diventa
un prolungamento del nostro corpo. Ad esempio una delle proposte illustrate nel
libro per sostituire la vecchia rete metallica è il sistema Huesler Nest: si
basa sulle trimelle, o aste in legno massiccio non trattato e si compone di 80
listelli posti su due piani e contenuti da un telaio di cotone, quindi poggiati
su 5 longaroni di lattice. "Questa struttura è ottimale per la sua adattabilità
al peso del corpo" dice Perini, "ma in commercio se ne trovano altre che
rispettano i criteri che fanno di un buon letto una fonte di benesse". Un altro
elemento è la parte morbida. L' esperta ci tiene a sfatare la favola del
materasso ortopedico: è sempre troppo rigido. Mentre invece vanno bene i futon
giapponesi, materassi arrotolabili di cotone, da qualche anno di gran moda tra
chi si è convertito all' ecologismo. I giapponesi li stendono a terra su tatami
elastici di paglia di riso, da noi sono stati adattati su strutture in legno
sollevate da terra. Ci sono i futon in cotone con lattice, crine vegetale di
cocco, o crine animale di cavallo o bue, oppure in waterlily (nuovo materiale
ecologico a base di acqua simile alla spugna).