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Il segreto del sonno? In un' iguana

FONTE: REPUBBLICA.IT

ROMA - Alle giraffe bastano due ore di sonno al giorno. Il pipistrello con le sue venti ore è in assoluto l' animale che dorme di più. L' elefante passa più di un terzo della sua notte sognando: è il record onirico del mondo vivente. Molti uccelli rimangono all' erta, mantenendo un occhio sempre aperto. E anche i delfini non si fermano. Continuano a nuotare durante il sonno, sempre dritto davanti a sé, mantenendo sveglio uno dei due emisferi cerebrali. Le otarie dormono "da un lato solo", ma con una particolarità. Se a riposarsi è la parte sinistra del cervello, la pinna sinistra continua a nuotare mentre la destra rimane immobile e i baffi sinistri controllano la posizione. Dopo un po' si cambia lato. Sonno e animali. Confermato che anche i moscerini dormono, l' ultima curiosità a cavallo fra etologia e neuroscienze coinvolge i rettili. Steven Lima, un biologo dell' università dell' Indiana, sta cercando di capire se anche le iguane dormono. In caso di risposta affermativa, bisognerà scoprire se i due emisferi cerebrali si riposano contemporaneamente, e infine se i lucertoloni che tanto avevano colpito Darwin nel suo viaggio alle Galapagos sono capaci di sognare. Nel laboratorio di Lima, in un terrario, si trovano una dozzina di esemplari con i cavi dell' elettroencefalogramma sulla testa. Ma una risposta chiara dagli esperimenti non è ancora arrivata. Studiare come dormono gli animali può sembrare un vezzo inutile. Ma capire quando, nel corso dell' evoluzione degli esseri viventi, la funzione del sonno ha fatto la sua comparsa vuol dire rispondere alla domanda: a cosa serve dormire? La risposta è semplice solo all' apparenza. Chi ritiene che dormire serva a riposarsi si scontra con l' evidenza che il cervello di notte mantiene un' attività elettrica intensa. Gli studi più recenti suggeriscono piuttosto che nel sonno i neuroni riorganizzino le loro connessioni, consolidando le informazioni utili apprese durante il giorno ed eliminando quelle ridondanti. «Il sonno è uno degli argomenti più affascinanti della scienza - ha spiegato Steven Lima in un' intervista al New York Times - ma in realtà nessuno sa cosa esso sia. Una delle ragioni per cui non comprendiamo questo fenomeno è che non l' abbiamo mai studiato dal punto di vista dell' evoluzione». Finora si pensava che solo gli animali vertebrati riposassero la notte. Recentemente invece è apparso che anche i moscerini della frutta e le api dormono. Andando sempre più indietro nella scala evolutiva si incontrano i rettili. E se anche le iguane si confermassero animali dotati di sonno, vorrebbe dire che questa funzione è comparsa tra gli esseri viventi più di 500 milioni di anni fa. In molte specie, conferma Jerome Siegel, psichiatra dell' università della California in un articolo apparso su Nature, il sonno si presenta con caratteri simili. Decresce con l' aumentare dell' età, ha bisogno di essere recuperato quando viene perso, occupa un maggior numero di ore nei carnivori rispetto ai mammiferi e negli animali piccoli rispetto a quelli grandi. Si muore prima per mancanza di sonno che per mancanza di cibo. Solo l' uomo ha un comportamento anomalo. Messo a confronto con le altre specie di onnivori e in particolare con i primati, l' homo sapiens dorme molto meno. Poco più di sette ore contro le dieci della media degli onnivori. Forse è un' altra tappa dell' evoluzione delle specie. Il suo significato però rimane ancora tutto da spiegare.

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