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Gli italiani hanno perso il sonno

FONTE: REPUBBLICA.IT

MILANO - In Italia oggi si dorme meno, circa il 20% in termini di orario, rispetto all' inizio del ' 900 e in media gli italiani adulti oggi dormono 7 ore e 15 minuti: i dati sono stati forniti alla presentazione dell' Associazione nata per studiare il sonno e per farlo conoscere. Si chiama "Italian sleep foundation", è un' associazione non lucrativa di utilità sociale, ed è presieduta dal professor Luigi Murri, direttore della clinica neurologica dell' Università di Pisa. "Il problema - nota il professor Murri - non è tanto quanto si dorme ma come si dorme. E se una notte insonne costituisce solo un problema per la qualità della vita del giorno successivo, disturbi continuativi del sonno creano problemi molto gravi anche a livello sociale". Ad esempio i lavoratori turnisti sottoposti e ritmi sonno-veglia irregolari sono particolarmente a rischio di infortuni. Secondo il professor Elio Lugaresi - uno dei massimi esperti in materia - oggi sei italiani su dieci dormono male o non dormono, e tale cifra sale ad almeno otto su dieci se si considerano i bambini. Proprio i bambini soffrono sempre più di insonnia, per colpa dei computer, dei televisori, dei videoregistratori che trasformano ormai le camere da letto in "centri di entertainment". Cioè di divertimento non di riposo. Il "Journal of Sleep Research" afferma che nel mondo industrializzato il 15 per cento dei bambini dai 9 ai 14 anni soffre di insonnia e il 25 per cento non va a scuola abbastanza riposato. In parecchi casi i piccoli vengono curati con psicofarmaci come se avessero gravi problemi mentali, mentre la realtà appare molto più banale: c' è un eccesso di stimolazione prima del sonno. "Le camere da letto dovrebbero essere luoghi per dormire e non posti per giocare", osserva il professor Gregory Stores, che all' università di Oxford coordina le ricerche sull' insonnia infantile. A suo giudizio, si traduce in una resa scolastica insoddisfacente anche la crescente permissività dei genitori sull' ora in cui i bambini devono spegnere la luce. Negli ultimi mesi si è sperimentato un nuovo farmaco (basato sul principio attivo dello ' zaleplon' ) che si sta dimostrando in grado di risolvere il problema delle notti in bianco, incidendo solo sul recettore Omega 1, identificato di recente come quello del sonno. Uno dei tre laboratori mondiali dove si sta testando il nuovo prodotto è quello del Dipartimento di Biologia sperimentale di Cagliari, diretto dal professor Giovanni Biggio. "La novità - spiega Biggio - è che mentre i farmaci usati negli ultimi 40 anni, a base di benzodiazepine, agiscono su tutti i recettori, questo è come una chiave che apre solo la stanza del sonno".

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