FONTE:
REPUBBLICA.IT
ROMA
(b.f.) - "E' nata
finalmente una cultura del sonno, un maggior rispetto per questo bisogno. Si è
capito che il riposo non è legato solo alla quantità di ore dormite, ma anche
alla qualità del sonno". Claudio Stampi è un grande esperto in materia.
Fondatore e direttore del Chronobiology research institute di Boston, ha messo a
punto un programma di vigilanza e sonno per i velisti di Around Alone, compreso
Giovanni Soldini. Da molti anni, Stampi studia il fenomeno del sonno, "e da un
po' di tempo - dice - anche l' opinione pubblica ha smesso di considerarlo una
perdita di tempo e ha cominciato a giudicarlo un momento fondamentale delle
nostre vite". Del resto un italiano su tre ha problemi a prendere sonno e uno su
quattro soffre di insonnia cronica. Non sorprende dunque che ben quattro milioni
di persone riconoscano di prendere abitualmente i sonniferi. Mentre solo 16 su
cento si possono permettere "il riposino pomeridiano". Un problema, insomma. E,
inevitabilmente, anche il sonno è diventato un business. "L' industria
alberghiera si è adeguata - spiega sempre Stampi -. Nei comodini degli alberghi,
oltre alla Bibbia, cominciano a comparire guide per migliorare la qualità del
riposo, consigli per superare il jet-lag. Si offrono stanze completamente
oscurabili anche di giorno e, pagando una differenza, si può tenere la stanza
mezza giornata in più". E' davvero necessario tutto questo? "Con la
globalizzazione, dormire è un problema maggiore di quanto non sia stato finora.
Oggi il 20 per cento della forza lavoro fa turni di notte. Si viaggia tantissimo
da un capo all' altro del mondo e i nostri ritmi biologici vengono continuamente
scombinati. E' aumentato lo stress da lavoro e questo non fa che peggiorare la
qualità del nostro riposo. Un maggior rispetto per il sonno è quindi
necessario". Una notte in albergo, in un buon letto può quindi migliorare la
qualità della vita? "Non solo in albergo. Una buona dormita può anche far
recuperare un lungo periodo di notti perse. Abbiamo fatto un esperimento. Per un
mese, un gruppo di pazienti ha dormito solo tre ore per notte. E' bastata poi
una sola notte intera, sette- otto ore, per recuperare un buono stato fisico".